Didattica e Tecnologie

Formazione docenti per la transizione al digitale

Formazione docenti per la transizione al digitale

a cura di Floriana Ciccaglioni*

Se lo sviluppo della società va di pari passo con quello dell’istruzione, diventa impossibile pensare ad una scuola che non investa nel digitale. E non solo per quel che riguarda la strumentazione, di cui le Istituzioni scolastiche italiane hanno cercato, o stanno cercando, di dotarsi nel migliore dei modi - non esiste oggi, in effetti, una scuola che non sia dotata di monitor interattivi o LIM, di una o più laboratori di informatica e, finanche, di dispositivi mobili come tablet o portatili o smarthphone anche in modalità BYOD - ma, anche, per quel che riguarda la formazione dei docenti, perché vani risulterebbero gli sforzi economici di attrezzare una struttura di spazi e dispositivi informatici se i docenti non sapessero utilizzarli e, quindi, i discenti non potrebbero fruirne nelle diverse potenzialità.

Ecco che lo stesso Ministero dell’Istruzione e del Merito ha, ovviamente, deciso di puntare sulla formazione specifica del personale scolastico per affrontare la transizione verso l’ambiente digitale. Ultimo per nascita, il D.M. 66/2023, che coinvolge le scuole statali del primo e secondo ciclo all’interno di una massiccia disponibilità di risorse per migliorare le competenze digitali del personale.

Da questa manovra non è rimasto escluso l’IC Montepaone, un Istituto della provincia di Catanzaro guidato dalla Dirigente Prof.ssa Anna Alfeo, la quale da diversi anni sostiene l’importanza dell’innovazione digitale all’interno delle scuole. Nello specifico, sono stati attivati tre corsi “Dalla didattica digitale alla cornice metodologica”, “Tecnologie digitali per l’inclusione scolastica” e “Formazione del personale scolastico per la transizione digitale”, con l’idea comune di accompagnare i docenti nella tanto delicata quanto impegnativa fase della transizione tecnologica, affinché diventino padroni consapevoli dei nuovi strumenti didattici e, in questo modo, trasmettano coscientemente l’utilizzo di queste nuove pratiche nelle classi di studio.

Una transizione che si è fatta spazio senza alcun preavviso, irrompendo nella quotidianità delle pratiche educative e mettendone sotto sopra le regole, anche se stabili e collaudate da decenni, grazie alle quali si è potuto plasmare una società voltata al progresso.

Ma, adesso, è proprio quest’ultima a correre inesorabilmente dietro al cambiamento, così la scuola non deve trovarsi ad arrancare per starle al passo. Infatti, quello che nell’immediato viene avvertito come una novità è già divenuto materiale obsoleto da scavallare velocemente per altrettanto velocemente riadattarsi ad altro. E pure, sempre più spesso si trova impreparata a reinventarsi, perché saldamente legata a quell’idea di una didattica ancorata a polverosi e grossi libroni, funzionali ad un tipo di didattica verticale, avvezza a considerare i discenti come vasi da riempire piuttosto che come fiaccole da accendere, per dirla alla Plutarco. "Ritengo importantissimo che i docenti conoscano e utilizzino le metodologie didattiche innovative per l’insegnamento e l’apprendimento, connesse con l’utilizzo delle nuove tecnologie – ha sostenuto la Dirigente Anna Alfeo – perché la scuola va ripensata nell’oggi e in un continuo dinamismo".

Ampissimo il ventaglio di argomenti affrontati tra un corso e l’altro, dall’inquiry confermativo e strutturato (gli studenti hanno a che fare con fenomeni noti e prevedibili in cui il docente propone la domanda e suggerisce l'iter di lavoro) al mondo del metaverso (uno spazio virtuale in cui si tendono ad eliminare le differenze con la realtà); dalla realtà aumentata (esperienza interattiva che potenzia il mondo reale con informazioni percettive generate al computer) al cloud computing (servizi di calcolo come server, risorse di archiviazione, database, rete, software, analisi e intelligence tramite Internet); da think link (app gratuita che consente di esplorare un ambiente virtuale dentro il quale sono collocati link e risorse digitali) allo storytelling (narrazione creata tramite l'utilizzo di una serie di tecnologie e contenuti di natura digitale); dal coding unplugged (attività che utilizzano strumenti non digitali per la realizzazione di altre che introducono ai concetti fondamentali dell’informatica e alle logiche della programmazione) alle stringhe di programmazione (sequenza di caratteri, come lettere, numeri e simboli, che viene utilizzata per rappresentare il testo nei linguaggi di programmazione); dalla gamification (processo attraverso il quale si incorpora una dinamica ludica) all’EAS (Episodio di Apprendimento Situato).

Una scuola che vive nell’oggi, nell’adesso, ma già proiettata verso il futuro, quella che viene fuori dalle sue parole e che "punta l’attenzione sul rapporto tra docente e discente, in un continuo dare e ricevere".

*Docente di Lettere presso I.C. di Montepaone (Cz) - Funzione strumentale PTOF

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