Diritto e informatica forense

Sui luoghi del crimine insieme all’analista di geographic profiling

Sui luoghi del crimine insieme all’analista di geographic profiling

di Domingo Magliocca - Geographic Profiling Analyst

«Vorrei realizzare il profilo geografico dei crimini in ambito domestico. Le mando i dati che le servono». Questa, in sintesi, è una tra le richieste di assistenza di geographic profiling che mi è pervenuta. In questo caso in cui si richiede supporto di analisi c’è un problema: si tratta di crimini che coinvolgono “zero-distance”. Non si rileva la spazialità del reo, la serialità della condotta criminosa ed una modellazione geo-grafica. Pertanto, non è possibile applicare il geographic profiling. Possiamo utilizzare il geographical mapping per mappare una zona, un quartiere dove il crimine familiare è più frequente. Ma ciò è cosa diversa dal geographic profiling.

Invero, molti crimini hanno un substrato geografico in cui si verificano e, tra l’altro, non avvengono casualmente in un determinato scenario ambientale. Piuttosto, esiste uno schema di fondo nel modo in cui l’autore del reato cerca le sue vittime e dove sceglie di commettere i crimini. Se riusciamo a decodificare questa modellazione, possiamo meglio comprendere il comportamento spaziale del reo sottostante alle sue azioni delittuose. Per tale ragione considero il geographic profiling come un mirato approccio geografico alla criminalità costruito su una procedura specialistica location-based, che implica l’analisi dei luoghi dei reati e della «scena geografica del crimine» (Magliocca, 2020-2024; https://www.scienzeforensi.org/blog/?modellazione-criminale,-luoghi-e--scena-geografica-del-crimine- ).

Contrariamente ad altre prospettive che studiano la criminalità, la proposta di analisi location-based valuta i fattori che vanno oltre la relazione vittima-autore. Essa esamina il crimine da un approccio globale che supera la diade criminale e i singoli protagonisti, ed analizza la scena (del crimine), l’ambiente e le sue variabili geografiche, spaziali e temporali come elementi determinanti ai fini di una valutazione più oggettiva del reato.

Infatti, i luoghi non rappresentano semplicemente entità fisiche ma sono anche contesti sociali o, come riporta Wicker (in Weisburd, 2016), “ambienti comportamentali” che possono essere considerati "sistemi sociali su piccola scala", in cui i comportamenti umani sono contestualizzati. I luoghi (del crimine) sono distinte e specifiche unità di analisi, hanno una collocazione ben definita, sono entità geografiche e circoscrizioni fisiche con proprie caratteristiche, distribuite all’interno di un contesto territoriale più esteso, articolato da un insieme ampio ed eterogeneo di legami e di proprietà spaziali, ambientali, temporali, fisiche e sociali nonché contrassegnato da geo-diversità criminale.

Per come riferiscono dall’Ente certificatore, sono l’unico geographic profiling analyst certificato nel nostro Paese, in possesso del sistema di geographic profiling professionale di supporto. E quando mi chiedono di poter valutare un caso per una possibile applicazione del geographic profiling, seguo un procedimento di analisi appreso dai professionisti del settore, con alcuni adattamenti personali. Di norma, procedo in questo modo:

  • individuazione della serie criminosa e valutazione dell’applicabilità della tecnica;
  • analisi di linkage di tutti gli eventi collegati alla serie, anche con ulteriori informazioni spaziali;
  • analisi della «scena geografica del crimine» e dell’interazione spaziale tra il criminale, il target/vittima e l’ambiente;
  • analisi spaziale dei luoghi delle offese e realizzazione dello “scenario tecnico-geografico”: lo «scenario» è la ricostruzione tecnica del sottoinsieme delle localizzazioni dei siti criminosi che presumibilmente fornirà l’output di geoprofiling più affidabile per poter individuare la possibile area di ricerca dell’autore di reato;
  • creazione del profilo geografico criminale;
  • preparazione di un rapporto scritto contenente i dati qualitativi e quantitativi dell’analisi geografica;
  • aggiornamento del profilo in caso di nuovi crimini collegati alla serie.

Prima di giungere alle conclusioni, espongo sempre la teoria criminologica della tecnica, la metodologia, la capacità dello strumento ed i limiti. Infatti, alla base di questa metodologia c’è un vasto corpo di ricerche criminologiche concernenti il comportamento umano, la geografia del crimine, le distanze percorse dagli autori di reato.

È, inoltre, consigliato visitare di persona le scene del crimine. Laddove non sia attuabile, è necessario avere a disposizione le foto dei luoghi del crimine e quante più informazioni possibili riguardo agli elementi geografici della zona, alla struttura sociale, demografica, spaziale, ambientale dell’area dei crimini. Se si tratta di analizzare un crimine datato, provvedo sempre ad acquisire informazioni in merito all’area di interesse dei crimini nel periodo in cui gli eventi offensivi sono avvenuti.

Il geographic profiling è la tecnica investigativa che analizza la modellazione delle posizioni dei luoghi dei crimini commessi da un serialista con il fine di individuare la probabile area della sua base, fornisce le informazioni riguardo al "dove" si trova l’autore di reato. Pur non risolvendo un crimine come può avvenire mediante una traccia criminalistica, il profiling geografico supporta l’investigazione tramite la messa a punto di strategie tattiche di analisi criminale, come ad esempio la priorizzazione dei sospettati.

Spesso l’utilizzo di questo strumento di indagine è associato alla caccia dei serial killer. Ma non esistono solo gli assassini seriali da contrastare. Contrariamente a quanto si crede, l’uso del geographic profiling nell’omicidio seriale è assai limitato perché l’incidenza di questo crimine nelle statistiche criminali è ridotta rispetto ai reati di rapina, furti in abitazioni, aggressioni sessuali, truffe con carte di credito. Quindi, l’applicazione del geographic profiling è estesa anche ad altri crimini “meno cruenti” e più comuni, commessi da un serialista.

Lo strumento formidabile che mi assiste nell’attività di geographic profiling è il sistema di geographic profiling professionale chiamato Rigel, sviluppato da Kim Rossmo. L’applicativo Rigel produce il geo-profilo di un serialista e visualizza una superficie di priorità in cui ricercare il reo, contrassegnandola con una colorazione diversa. Voglio ricordare che il programma è uno strumento di supporto. L’analisi finale, invece, spetta all’analista. Di conseguenza, prima di lavorare con l’applicativo informatico è necessario che l’analista valuti il “significato” della distribuzione dei crimini nell’ambiente.

Con questa tecnica di indagine, il mio obiettivo è quello di dare una risposta alle domande relative a come l’autore del reato ha cercato il target/vittima, perché era in quella zona, se conosceva queste aree, e, soprattutto, quale è la zona in cui è probabile che abbia il suo punto di ancoraggio. E nel perseguire questo scopo non focalizzo l’attenzione tanto sugli aspetti psicologici (o psicopatologici) dell’autore del reato, ma piuttosto osservo la modellazione spaziale, analizzo gli “indizi geografici” del reo, e come, durante la serie criminosa, il serialista opera in relazione all’ambiente in cui agisce, alle distanze percorse, alle direzioni prese, al tempo di commissione del reato.

Ma non sempre tutto è così facile.


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Domingo Magliocca. È Geographic Profiling Analyst, con un training avanzato in geographic profiling analysis, primo analista italiano ad essere in possesso della licenza d’uso del sistema di geographic profiling professionale Rigel, creato dal prof. Kim Rossmo. Fornisce, in Italia, e anche con il network internazionale di analisti certificati, supporto strategico-operativo in geographic profiling analysis nelle investigazioni su specifici crimini seriali. Si interessa di scienze criminologiche e investigative, serial offender’s spatial pattern. Nel 2022, è stato premiato, a Milano, in occasione della 4^ edizione degli Investigation & Forensic Awards, nella categoria Scienze Criminologiche e Criminologia Clinica.

È autore di numerosi articoli e pubblicazioni specialistiche in tema di geographic offender profiling, relatore in Università, Istituti di Formazione, seminari e conferenze internazionali.

Ha pubblicato il saggio (tra cui) “Analisi della scena geografica del crimine. Indizi nel paesaggio”, edito da DirittoPiù Editore.

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