Declinare l’alfabetizzazione ai media e all’informazione1, all’interno di scenari curricolari caratterizzati dalla transizione digitale è sicuramente una sfida complessa.
Educare ai nuovi alfabeti2, a sapersi orientare tra le complessità e le ambiguità del processo informativo sempre più integrato con sistemi di IA, richiede la promozione di un mindset orientato al cambiamento. E ‘in questa prospettiva che le metodologie di indagine scientifica e gli approcci STEM e STE(A)M introdotti a livello curricolare dal recente DM 65/2023, linea di intervento 3.1, componente 1 della Missione 4 del PNRR, assumono un valore irrinunciabile.
I nuovi scenari
Nel corso dell’ultimo decennio la Media e Information Literacy (MIL) ha affrontato radicali mutamenti di prospettiva, in costante evoluzione e ad elevata complessità. A partire dal 2016, l’anno della ‘post-verità’3 il fenomeno delle fake news ha rimarcato la necessità di sviluppare competenze di alfabetizzazione all’ informazione e ai dati, per garantire la partecipazione dei cittadini al processo democratico. Successivamente, con il dilagare della ‘infodemia’4 durante l’emergenza Covid-19, sono state adottate le misure di contrasto alla disinformazione e alla misinformazione online. Attualmente l’avvento di due fattori come la Data Science e l’Intelligenza Artificiale (IA), hanno aperto nuovi orizzonti preannunciando ulteriori evoluzioni.
La Data Science ci aiuta a comprendere il nostro rapporto con le informazioni e gli effetti che queste producono sul modo in cui ci rappresentiamo e percepiamo l’infosfera in cui viviamo.
1 Vuorikari,R, Kluzer, S., Punie, Y., DigCOMP 2.2, The Digital competence Framework for Citizens, EUR 31006EN, Publication Office of the European union, Luxembourg (2022)
Il quadro delle competenze digitali per i Cittadini versione 2.2 ( traduzione in italiano) Prefazione “Nuovi fenomeni come la disinformazione o la misinformazione hanno portato a nuovi e maggiori requisiti di alfabetizzazione digitale da parte dei cittadini”
2 Rivoltella, P.C., Nuovi Alfabeti. Educazione e culture nella società post -mediale, Scholé, 2020
3 Nel 2016 all’indomani del referendum sulla Brexit e degli esiti della campagna elettorale presidenziale degli Stati Uniti, l’Oxford Dictionary ha eletto ‘Post Truth’ parola dell’anno.
4 Infodemia definizione dell’ Accademia della Crusca: 'Abnorme flusso di informazioni di qualità variabile su un argomento, prodotte e messe in circolazione con estrema rapidità e capillarità attraverso i media tradizionali e digitali, tale da generare disinformazione, con conseguente distorsione della realtà ed effetti potenzialmente pericolosi sul piano delle reazioni e dei comportamenti sociali'
https://accademiadellacrusca.it/it/parole-nuove/infodemia/19506
I dati delle informazioni che consumiamo, vengono trasformati in modelli matematici dinamici, che ci spiegano come la nostra innata tendenza al ‘tribalismo’1 online e offline, produca effetti come la polarizzazione. La Data Science ha inoltre dimostrato scientificamente, la scarsa efficacia di procedure di verifica che utilizzano strumenti basati su un sistema binario (vero/ falso, fatto/opinione)2 nei processi di fact-checking, perché tendono ad escludere la comprensione di fenomeni come le infozone3 e i bias4 generati da emozioni e pregiudizi individuali e a imbrigliare i ragionamenti arrivando a conclusioni relativamente omologhe.
L’analisi dei dati ha dimostrato inoltre, che arginare la disinformazione attraverso attività di debunking5 è fondamentalmente inefficace e controproducente, se condotta all’interno di ecosistemi informativi tossici come le piattaforme social. Questo perché la reazione individuale è inevitabilmente condizionata dalla visione ideologica e dalla reazione emotiva dei soggetti coinvolti.
Gli esiti di ricerche scientifiche6, a cura dello SHEG della Stanford University7, dimostrano che il metodo più efficace per il fact-checking professionale delle fonti informative è quello del lateral reading, una strategia che oltre a verificare l’attendibilità e la correttezza dei dati riportati, va a identificare chi c’è dietro la notizia. La lettura laterale, profondamente diversa dalla tradizionale lettura verticale, si attiva grazie a strutture di pensiero agile, non sequenziali che triangolano dati esterni al testo da analizzare .
Anche le interazioni dell’informazione con l’IA stanno generando scenari inediti quanto disorientanti,spostando il problema della verifica e della credibilità dell’autore a quello della raccolta dati e dell’affidabilità delle fonti. Articoli giornalistici generati da software AI del tipo Large Language Transformer (LLT)8, sono in grado di analizzare in tempo reale enormi quantità di dati per la produzione di report finanziari e sportivi, senza ricorrere ad alcuna intermediazione da parte di giornalisti. E se da un lato possiamo valutare i potenziali benefici generati dalla rapidità di processo di enormi quantità di dati, dall’altro non possiamo ignorare i gravi rischi di bias cognitivi e di manipolazioni informative.
1 Quattrociocchi,W., Vicini, P., Polarizzazioni. Informazioni, opinioni e altri demoni nell’infosfera” Franco Angeli, 2023
2 si veda a riguardo gli esempi della mappa a cura del Parlamento Europeo Think Tank https://www.europarl.europa.eu/thinktank/it/document/EPRS_ATA(2017)599386 e l’infografica ‘Come riconoscere notizie false ‘ a cura dell’IFLA https://www.ifla.org/publications/node/11174
3 Per infozones si indica la connotazione della notizia a partire dalla tipologia del messaggio (ad esempio opinione, la propaganda, il messaggio promozionale, il branding, post verità, le bufale) al fine di determinare la credibilità dell’informazione. vedi The News Literacy Project https://newslit.org/
4 distorsioni informative
5 ‘Attività votata a smascherare le informazioni false opponendo le informazioni verificate’ p.44 in Quattrociocchi, W., e Vicini, A. Polarizzazioni. Informazioni, opinioni e altri demoni dell’ infosfera, Franco Angeli, 2023
6 Si fa riferimento al Curriculum del Civic Online Reasoning (COR) Tutto il materiale del COR (che comprende video, istruzioni didattiche, schede di lavoro per studenti, è in lingua inglese ed è accessibile previa registrazione online a educatori, studenti e ricercatori , previa registrazione online. https://cor.stanford.edu/curriculum/lessons/cor-inquiry-poster/
8 Il Primo LLT utilizzato in una redazione è stato Wordsmith per Associated Press, nel 2014. Sono seguiti Heliograf (Washington Post), Bertie (Forbes), Juicer (BBC), Cyborg (Bloomberg) di cui già nel 2019 il New York Times ha dichiarato che riusciva a produrre circa un terzo dei contenuti dell’intera testata. https://www.nytimes.com/2019/02/05/business/media/artificial-intelligence-journalism-robots.html
Altro fenomeno emergente collegato al rapporto tra IA e ecosistemi di informazione, è quello della personalizzazione delle notizie e della ‘targetizzazione degli utenti’. Questi fenomeni generano opportunità per il marketing editoriale, ma rappresentano un rischio concreto per la dimensione sociale dell’informazione. Ne è un esempio il fenomeno del ‘ranking process’ delle notizie brevi1 , pubblicati dai news aggregator. In questo caso gli algoritmi IA alterano il testo originario, modificando l’ordine di successione delle informazioni contenute nella notizia. Queste manipolazioni trasformano la notizia originaria generando più versioni ‘target’ diversamente accattivanti e persuasive, ma ciascuna intenzionalmente indirizzate a specifiche categorie di lettori.
Un recente caso di targetizzazione dell’informazione è quello della BBC2, organo di informazione ufficiale del Regno Unito, che ha fatto migrare su Optimo3(un sistema per la gestione modulare dei contenuti) tutti i suoi giornalisti. La motivazione è stata quella di voler offrire un servizio più personalizzato ai propri utenti, raccontando le stesse storie, ma in modo diverso, a categorie di pubblico diverse. Ma sono evidenti gli alti rischi di polarizzazione e le possibili conseguenze di manipolazione informativa.
PERCHÈ LE STE(A)M
Le linee guida per le discipline Stem4promuovono l’adozione a livello curricolare di metodologie STEM e di una didattica attiva e laboratoriale. Metodologie come il Problem Based Learning (PBL) o l’Inquiry Based Learning (IBL) se utilizzate in modo sistemico e transdisciplinare orientano studenti e docenti a una duplice opportunità:
a.l'attivazione di un processo di scaffolding scientifico, essenziale alla ricerca e all’analisi critica dei dati
b. la promozione dell’agency, ovvero la capacità di agire intenzionalmente per il raggiungimento di un obiettivo, migliorando il senso di autoefficacia, la motivazione e la curiosità.
La metodologia dell’IBL, ad esempio, grazie al ciclo delle 5 E5 ,può proporre livelli progressivi di pratica6, adattabili all’età, all’esperienza e soprattutto al grado di autonomia e alle competenze degli studenti. Questa gradualità della richiesta cognitiva e della competenza strumentale consente dunque di attivare strategie che rendono i percorsi educativi più efficaci, coinvolgenti ed inclusivi.
Un esempio di attività di matrice STEAM, applicata alla MIL, è la mappatura della Information Diet7 ovvero un’indagine condotta da e per gli studenti, al fine di raccogliere dati su come, quando, dove e con quale frequenza loro stessi, accedono alle informazioni. Si parte dalla progettazione e somministrazione di questionari e si arriva ad una possibile interpretazione dei dati raccolti. Attività come l’Information Diet, rendono visibili i processi che generano il confirmation bias8 e le conseguenze dell'esposizione selettiva alle informazioni nelle camere d’echo.
Tra il lungo elenco di fattori che maggiormente determinano il successo pedagogico di queste metodologie, si possono annoverare la scelta di temi sfidanti, problemi reali, pratiche di
1 News snippets
2 Webinar Innovation and Infrastructure for Audiences, Automation, and AI at the BBC Presented by David Caswell, Executive Product Manager, BBC
4 Nota prot. 4588 del 24 ottobre 2023,emanate ai sensi dell’articolo 1, comma 552, lett.a) della legge 197 del 29 dicembre 2022
5 engage, explore, explain, elaborate, evaluate
6 Inquiry confermativo, strutturato, guidato e aperto.
7 dieta informativa
8 Esposizione selettiva ad alcune fonti di informazione sulla base dei propri atteggiamenti, interessi, orientamenti politici
Quali risorse e quale formazione per gli insegnanti?
Sebbene non di facile identificazione, in rete sono reperibili alcune risorse didattiche di qualità. Le migliori hanno una forte connotazione laboratoriale e sono declinate in percorsi di ricerca online, mettono a disposizione toolkit di materiali autentici e percorsi di analisi dei dati raccolti. Le attività presentano gradi di difficoltà crescenti, progettate per più gradi di difficoltà legati all’età e ai livelli di competenza digitale e alfabetizzazione mediale.
Si segnala tra tutte la piattaforma Checkology del News Literacy Project (NLP)realizzata da giornalisti professionisti del fact-checking e del debunking e i progetti Newswise e Behind the Headlines del quotidiano britannico The Guardian, che da anni è impegnato in un processo di alfabetizzazione dell’informazione online.
Alla luce di queste profonde trasformazioni dell’uso e del consumo di informazioni, la formazione degli insegnanti costituisce un punto di partenza cruciale.
Occorre dunque una formazione di qualità, sistemica e non episodica, fortemente transdisciplinare e sempre accompagnata dal supporto di professionisti del Data Journalism e del Data Science, di IA applicata all’ informazione e alla comunicazione online. Sarebbe desiderabile, infine, garantire almeno tre variabili irrinunciabili per la formazione professionale:
Spazio. Può sembrare poco significativo, ma disporre di un ambiente di sperimentazione, che possa ricalcare il modello delle ‘sandbox’ digitali, dove l’errore è solo il preludio al miglioramento, può fare la differenza.
Tempo. Se è necessario innovare l’offerta formativa, il curricolo di cittadinanza digitale, promuovere la transdisciplinarietà e la transizione digitale occorre garantire anche più rimodulazioni in un processo temporale disteso.
Condivisione. Perché l'innovazione non è mai una variante individuale, ma la costante di uno sforzo collettivo, vanno fortemente incoraggiate e sostenute anche con soluzioni organizzative versatili, lo scambio di pratiche, l’ibridazione di idee, il team building tra colleghi anche di aree disciplinari diverse.
Perché il processo di innovazione ha bisogno di STE(A)M
Innovare è un termine dinamico che porta in sé il desiderio di ritrovare nuovo slancio e soprattutto il coraggio di alterare l’ordine delle cose per intraprendere un nuovo corso.
Innovare è dunque un processo fluido, che non lascia spazio a certezze o a formule dogmatiche.
Se si considerano i rapidi e profondi mutamenti della Information Literacy,generati dalla transizione digitale, si può facilmente comprendere,che per contrastare la disinformazione è riduttivo ed incongruo adottare percorsi didattici esclusivamente improntati a logiche lineari sequenziali e a strumenti standardizzati. Sebbene nessuna metodologia e nessun approccio per quanto rigorosamente scientifico, possa vantare la pretesa di fornire risposte certe e soluzioni antinomiche e inconfutabili, le STEAM possono certamente colpire nel segno promuovendo l’educazione alla complessità e al pensiero agile: fattori essenziali per comprendere meglio i fenomeni complessi che caratterizzano la galassia della disinformazione.

*a cura di Catia Santini
Docente e teacher trainer (EFL) di lingua e cultura inglese, esperta di pedagogie innovative e didattica digitale, Ambasciatrice Erasmus + Scuola. È attualmente componente docente del Gruppo Supporto PNRR del Piemonte.
