a cura di Paolo Omero*
Con l'avvento dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come ChatGPT, Claude, Gemini o LLama, la didattica sta vivendo una trasformazione. I nuovi strumenti digitali possono rivoluzionare il rapporto tra docenti e studenti, aprendo nuove possibilità ma anche presentando sfide inedite. Non si tratta solo di adottare una nuova tecnologia, ma di ripensare il metodo di insegnamento, identificando le competenze che saranno utili in un mondo nuovo, trasformato dall’intelligenza artificiale generativa, e puntando anche su competenze umanistiche che potrebbero diventare fondamentali per interpretare correttamente il mondo digitale.
Come può essere impiegato un LLM nell’apprendimento?
I modelli linguistici sono ormai in grado di (i) riassumere il materiale didattico, (ii) costruire schede utili per il ripasso usando metodologie di apprendimento efficace come Active Recall e Spaced Repetition, (iii) generare schemi visuali (mappe concettuali, reti di causa effetto, timeline, ecc.), (iv) rispondere a domande basandosi esclusivamente sul materiale didattico che lo studente sta utilizzando, (v) risolvere anche in modo elegante complessi esercizi di matematica, fisica e chimica, (vi) spiegare in modo efficace concetti complessi utilizzando linguaggi, vocabolari e metafore diverse per tenere conto delle capacità di studenti diverso livello (scuole elementari, medie, superiori o università), (vii) intrattenere una conversazione vocale in linguaggio naturale per interpretare scenari interattivi di apprendimento (il modello può interrogare, agire da tutor, correggere gli esercizi, suggerire approfondimenti in base agli errori commessi, interpretare un antagonista in un dibattito, valutare la pronuncia dello studente durante un colloquio in lingua straniera, ecc.), (vii) progettare un piano di studio analizzando il materiale didattico e considerando i vincoli di tempo.
Non è fantascienza. Queste funzionalità sono già disponibili ed utilizzate. Stanno nascendo numerose società che mirano a rivoluzionare l’apprendimento con queste tecnologie. I modelli linguistici diverranno sempre più uno strumento di conservazione e distribuzione della conoscenza umana in ogni settore ed avranno in questo un impatto maggiore di Internet e del Web.
Il cambiamento del ruolo del Docente e dello Studente
Con strumenti come ChatGPT, il rischio è che il ruolo del docente venga erroneamente percepito come meno prioritario. Ciò può essere vero nello scenario limitato in cui il docente interpreta principalmente il ruolo di trasmettitore di informazioni, mentre lo studente quello di un ricevitore passivo. Tuttavia, il vero valore dell’insegnante è quello di essere un facilitatore dell’apprendimento per guidare lo studente durante lo sviluppo delle tecniche di apprendimento e delle capacità di analisi critica, pensiero logico e deduttivo, creatività e collegamento delle conoscenze ad un contesto.
Gli studenti, da parte loro, assumono un ruolo più attivo, diventando esploratori della conoscenza, in grado di interrogare e interagire con l’IA in simulazioni, progetti, dialoghi e giochi di ruolo sapendo ben valutare le informazioni fornite dal modello LLM. Questo cambiamento di ruolo è cruciale per preparare gli studenti alle sfide di un mondo sempre più complesso e interconnesso, dove l'abilità di comprendere ed interpretare le informazioni è essenziale e dove un pensiero critico fortemente addestrato può proteggere l’individuo da un mondo che potrebbe essere rapidamente invaso da disinformazione generata automaticamente su ampia scala.
Le sfide per i docenti
In questo percorso di cambiamento ed evoluzione sono presenti diverse sfide tra cui: (i) la necessità di una formazione specifica e continuativa sull'utilizzo efficace e responsabile di ChatGPT (o altri LLM). Gli insegnanti devono conoscere le tecniche di prompt engineering, le potenzialità ed i limiti dei modelli per creare lezioni più coinvolgenti, personalizzare l'apprendimento, generare materiale didattico e valutare il progresso degli studenti.
Questa formazione non deve limitarsi agli aspetti tecnici, ma deve includere anche una riflessione pedagogica sull'impatto dell'IA sull'apprendimento e sulla relazione studente-docente. (ii) Un nuovo spirito collaborativo necessario per condividere esperienze e strategie con altri insegnanti, creando una comunità di apprendimento professionale. (iii) La corretta gestione della qualità per valutare criticamente le informazioni generate dai modelli, riconoscendone i limiti, i bias e le potenziali imprecisioni.
È prioritario insegnare agli studenti a verificare le fonti, confrontare le informazioni e sviluppare un pensiero critico per non accettare passivamente ciò che l'IA fornisce. (iv) La corretta gestione dell’integrità accademica, in particolare relativamente al plagio e l'outsourcing dei compiti. I docenti devono stabilire linee guida chiare sull'uso di ChatGPT e utilizzare strumenti (oggi ancora imprecisi) per rilevare il contenuto generato dall'IA, promuovendo l'onestà accademica. (v) L’adozione più frequente di diversi modelli di apprendimento, riducendo quindi la frequenza della lezione frontale in favore di altre tipologie di apprendimento: per acquisizione, per indagine, per discussione, per pratica, per produzione e per collaborazione (si veda su questo il Learning Designer Framework di Diana Laurillard).
Le sfide per gli studenti
Parallelamente, gli studenti saranno certamente facilitati nell’utilizzo di nuove tecnologie e strumenti ma dovranno (i) comprendere l’importanza delle tecniche e degli strumenti di apprendimento, essere ‘bravi ad imparare e adattarsi velocemente’ è ormai una competenza centrale in una società della conoscenza in rapida evoluzione. (ii) Essere consapevoli del valore della fatica, poiché l'apprendimento non si riduce al risultato fornito da un assistente digitale, ma è un processo che richiede impegno e che forma la persona. (iii) Comprendere l’importanza di padroneggiare il linguaggio, poiché le parole non sono solo gli strumenti per esprimere i propri pensieri ma abilitano la capacità di pensare in modo sofisticato poiché ciò è strettamente legato alla ricchezza del vocabolario che si possiede. (vi) Mantere il rispetto istituzionale per i docenti che non dovranno essere visti solamente come contenitori e trasmettitori (fallibili) di conoscenza ma anche come guide esperte nel percorso personalizzato di formazione atto a sviluppare spirito critico, mappa emotiva, educazione sentimentale, approccio creativo, tolleranza, rispetto reciproco e approccio filosofico.
Un approccio umanistico?
L’intelligenza sintetica sarà via via sempre più capace di memorizzare fatti, effettuare calcoli, comprendere immagini e simulare ragionamenti logici e deduttivi tramite il linguaggio naturale. Questa direzione sembra ormai molto chiara. Quali potrebbero essere quindi i livelli più alti su cui gli umani potranno posizionarsi? Come è già accaduto con i calcolatori tradizionali, ha perso d’importanza la competenza legata al calcolo manuale e ripetitivo e ne ha acquisito quella legata alla comprensione profonda di un problema e alla sua corretta formulazione e modellazione logico matematica. Allo stesso modo, è possibile che in questo nuovo mondo le competenze in declino riguardino la memorizzazione meccanica ed il nozionismo, le capacità tecniche di base e tutti i compiti di routine che non richiedono pensiero critico o creativo.
Quali saranno quindi le competenze più importanti in futuro? È difficile dirlo con certezza ma potrebbero essere le seguenti: (i) Pensiero critico e analitico, ossia la capacità di valutare, contestualizzare e mettere in discussione le informazioni. (ii) Comprensione profonda ossia la capacità di valutare le informazioni in un ampio contesto. (iii) Creatività e gestione delle idee, ossia sviluppare la creatività personale ed i relativi processi di generazione, valutazione e gestione delle idee (es. Design Thinking). (iv) Competenze interdisciplinari, per collegare conoscenze provenienti da diverse discipline e risolvere problemi complessi. (v) Etica e responsabilità digitale, per comprendere le implicazioni sociali, morali e legali delle tecnologie e sviluppare di conseguenza una cittadinanza consapevole. (vi) Collaborazione e lavoro di squadra, fondamentale in un mondo sempre più connesso, per saper lavorare efficacemente in gruppo, integrando contributi diversi provenienti da membri sia umani che artificiali.
*docente a contratto di Sistemi Informativi Aziendali, corso di Laurea magistrale di Ingegneria gestionale presso l'Università di Udine ed è CEO dell'azienda Infofactory (spin-off del laboratorio di intelligenza artificiale dell'Università di Udine).
Suggerimenti per approfondire
- Aktay, S., Gök, S., & Uzunoğlu, D. (2023). ChatGPT in education. Türk Akademik Yayınlar Dergisi (TAY Journal), 7(2), 378–406.
- Ali, D., Fatemi, Y., Boskabadi, E., Nikfar, M., Ugwuoke, J., & Ali, H. (2024). ChatGPT in teaching and learning: A systematic review. Education Sciences, 14(6), 643. https://doi.org/10.3390/educsci14060643
- Zayoud, M., Oueida, S., Awad, P., & Ionescu, S. (2025). Impact of ChatGPT on education: Challenges and opportunities. 11th International Conference of Management and Industrial Engineering. Universitatea Națională de Știință și Tehnologie Politehnica București.
- Lo, C. K. (2023). What is the impact of ChatGPT on education? A rapid review of the literature. Education Sciences, 13(4), 410. https://doi.org/10.3390/educsci13040410
Fütterer, T., Fischer, C., Alekseeva, A., Chen, X., Tate, T., Warschauer, M., & Gerjets, P. (2023). ChatGPT in education: Global reactions to AI innovations. Scientific Reports, 13(15310). https://doi.org/10.1038/s41598-023-42227-6 - Sandu, R., Gide, E., & Elkhodr, M. (2024). The role and impact of ChatGPT in educational practices: Insights from an Australian higher education case study. Discover Education, 3(71). https://doi.org/10.1007/s44217-024-00126-6
