Intelligenza artificiale e nuove frontiere

HUMAN DRIVEN SUMMIT 2025: A I E L’UOMO AL CENTRO DELL’INNOVAZIONE

HUMAN DRIVEN SUMMIT 2025: A I E L’UOMO AL CENTRO DELL’INNOVAZIONE

a cura di Fabrizio Pennino*

Dibattito, collaborazione e sensibilizzazione circa il ruolo dell’intelligenza artificiale: questi sono alcuni dei temi trattati durante la prima edizione dell’AI Human Driven summit lo scorso 21 febbraio. Il summit sull’IA Il 21 febbraio la Brain Computing, un’azienda italiana di software, consulenza IT e business experience, ha organizzato la prima edizione dell’AI Human Driven summit, patrocinata dalla regione Campania e dall’ Università degli studi di Salerno.

All’evento hanno partecipato numerose aziende principe del settore, come Microsoft, Google Cloud e TIM Enterprise, e numerosi esperti e istituzioni che si occupano di intelligenza artificiale. Questo primo summit ha messo in discussione il ruolo dell’IA in diversi ambiti, come l’economia, la medicina, l’istruzione e la società in generale. Si è, dunque, dibattuto come poter veicolare i vari settori verso la trasformazione digitale e come innovarli attraverso l’IA. La parola chiave è stata networking: una delle conclusioni a cui sono giunti è l’importanza fondamentale della collaborazione tra aziende e professionisti del settore, allo scopo di garantire sviluppo e innovazione.

Infine, è stata presentata la nuova tecnologia dell’azienda promulgatrice dell’evento: TrafficLoop, un tool basato sull’IA in grado di aumentare il traffico, la visibilità online e l’efficienza della SEO sul proprio sito web. Secondo il creatore di TrafficLoop, Antonio Esposito, «questo strumento ci ha fatto comprendere che il nostro lavoro non era esclusivamente frutto dell’intelligenza artificiale, anzi, è proprio grazie all’intelligenza dell’uomo e alla sua capacità di governare, educare e indirizzare questa tecnologia che siamo riusciti a ottenere risultati concreti e tangibili sul mercato.» Le parole della Brain Computing Secondo Giovanni Sapere, il Marketing & Innovation Manage della Brain Computing, si tratta di «un evento che mira a diventare un punto di riferimento nel panorama degli eventi dedicati all’intelligenza umana nel governare l’intelligenza artificiale, in un momento di cambiamento epocale a cui non possiamo solo assistere, ma nel quale dobbiamo intervenire attivamente.

Con questo evento vogliamo lanciare un messaggio chiaro: è fondamentale sensibilizzare all’uso prudente, ma allo stesso tempo consapevole e cosciente, dell’intelligenza artificiale». Dunque, è fondamentale interessarsi del tema nel meridione d’Italia, poiché «le grandi imprese e le multinazionali stanno investendo in questa area. La nostra regione, e più in generale il Sud Italia, è ricca di talenti e ospita numerosi hub tecnologici, tra cui quello di Apple, ma anche molti altri che rappresentano un fiore all’occhiello del territorio». L’Unione Europea e l’IA Act L’Unione Europea lo scorso 4 febbraio si è espressa definitivamente in merito, pubblicando e approvando i primi 5 articoli dell’AI Act, varato il 2 agosto 2024. Nella fattispecie l’articolo 4 da un lato spinge iniziative come il summit organizzato da Brain Computing, mentre dall’altro l’articolo 5 disincentiva strumenti come TrafficLoop.

L’articolo 4 impone ad aziende produttrici e utilizzatrici di IA che l’intero personale lavoratore abbia un livello sufficiente di alfabetizzazione circa il tema dell’IA. All’interno dello stesso regolamento s’intende per alfabetizzazione all’IA come il possesso delle competenze, conoscenze e comprensione adeguate a procedere ad una diffusione informata dei sistemi di AI, sviluppando la consapevolezza delle opportunità e dei rischi associati.

L’articolo 5, invece, dichiara che saranno vietati tutti i sistemi di IA in grado di manipolare l’algoritmo in modo subliminale di un’applicazione o di un sito web, oppure che possano creare o ampliare banche dati tramite lo scraping. Per il mancato rispetto dei divieti è previsto il più alto tetto sanzionatorio dell’AI Act, con multe fino ad un massimo di 35.000.000 €, o il 7% del fatturato annuo mondiale totale dell’anno finanziario precedente, a seconda di quale sia maggiore. Queste nuove leggi, pertanto, incrementano l’impegno dell’Unione Europea sul fronte etico circa il tema dell’intelligenza artificiale, controbilanciando spinte innovative e alle volte pericolose.


*docente a contratto di Sistemi Informativi Aziendali,  corso di Laurea magistrale di Ingegneria gestionale presso l'Università di Udine ed è CEO dell'azienda Infofactory (spin-off del laboratorio di intelligenza artificiale dell'Università di Udine).

sitografia:

https://www.ai-humandriven.com

https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/commissionpublishes-guidelines-prohibited-artificial-intelligence-aipractices-defined-ai-act

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