a cura di Federica Giandinoto*
Lo scorso 13 giugno 2024 l’Unione Europea ha introdotto il Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (il cd. “AI Act”), la prima normativa mondiale dedicata a questa tecnologia, che è entrata in vigore il 1 agosto dello stesso anno. Con questo testo si stabilisce un quadro giuridico uniforme per garantire che i sistemi di IA siano sicuri, trasparenti e rispettosi dei diritti fondamentali. Il regolamento sull’IA è volto a garantire che i sistemi di intelligenza artificiale siano sviluppati e utilizzati in modo responsabile.
Le regole impongono obblighi ai fornitori di tecnologie di IA e disciplinano l’autorizzazione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mercato unico dell’UE. Il regolamento affronta i rischi connessi all’IA, quali distorsioni, discriminazioni e lacune in materia di responsabilità, ma al contempo, anche se può apparire contraddittorio, promuove l’innovazione e incoraggia l’adozione dell’IA. Dato che rappresentano il primo tentativo al mondo di disciplinare l’IA, le regole dell’UE potrebbero fissare uno standard globale per la regolamentazione dell’IA, così come ha fatto il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) per la riservatezza dei dati, promuovendo un’intelligenza artificiale etica, sicura e affidabile in tutto il mondo. Il primo regolamento UE sull’intelligenza artificiale istituisce un sistema di classificazione dell’IA basato sul rischio.
I diversi livelli di rischio comportano che gli strumenti dell’IA debbano avere più o meno requisiti di conformità dell’IA. I rischi vengono classificati in quattro livelli, che comportano l’applicazione di regole diverse. Rischio inaccettabile: manipolazione comportamentale e cognitiva di persone o gruppi vulnerabili specifici: ad esempio, giocattoli attivati vocalmente che incoraggiano comportamenti pericolosi nei bambini; ovvero classificazione sociale IA, cioè classificazione delle persone in base al comportamento, al livello socio-economico, alle caratteristiche personali; identificazione biometrica e categorizzazione delle persone fisiche; sistemi di identificazione biometrica in tempo reale e a distanza, come il riconoscimento facciale in spazi pubblici. Alcune eccezioni potrebbero tuttavia essere ammesse a fini di applicazione della legge.
I sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale saranno consentiti in un numero limitato di casi gravi, mentre i sistemi di identificazione biometrica a distanza post, in cui l’identificazione avviene dopo un significativo ritardo, saranno consentiti per perseguire reati gravi e solo previa autorizzazione del tribunale; Alto rischio: applicazioni soggette a requisiti rigorosi, tra cui valutazioni di conformità e obblighi di trasparenza. I sistemi di intelligenza artificiale che influiscono negativamente sulla sicurezza o sui diritti fondamentali saranno considerati ad alto rischio e saranno suddivisi in due categorie: I sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in prodotti soggetti alla direttiva dell’UE sulla sicurezza generale dei prodotti.
Questi includono giocattoli, aviazione, automobili, dispositivi medici e ascensori. I sistemi di intelligenza artificiale che rientrano in otto aree specifiche dovranno essere registrati in un database dell’UE: identificazione e categorizzazione biometrica di persone naturali; gestione e funzionamento di infrastrutture critiche; istruzione e formazione professionale; occupazione, gestione dei lavoratori e accesso all’autoimpiego; accesso e fruizione di servizi privati essenziali e servizi pubblici e vantaggi; forze dell’ordine; gestione delle migrazioni, asilo e controllo delle frontiere; assistenza nell’interpretazione e applicazione della legge.
Tutti i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio saranno valutati prima di essere messi sul mercato e durante tutto il loro ciclo di vita. Bisogna considerare che i cittadini avranno il diritto di presentare reclami sui sistemi di IA alle autorità nazionali designate. Rischio limitato: sistemi con obblighi minori, principalmente legati alla trasparenza; Rischio minimo: situazione non disciplinata. Il Parlamento europeo ha creato un gruppo di lavoro per monitorare l’attuazione e l’applicazione della legge sull’intelligenza artificiale.
Il Regolamento sull’Intelligenza Artificiale sarà pienamente applicabile 24 mesi dopo la sua entrata in vigore, ma alcune sue parti saranno applicabili già da prima: - il divieto per i sistemi di IA che presentano rischi inaccettabili è entrato in vigore il 2 febbraio 2025; - i codici di p r a t ica si app l icheranno nove mesi dopo l’entrata in v i g o r e ; - le regole sui sistemi di IA a uso generale, tenuti a rispettare i requisiti di trasparenza, si applicheranno dodici mesi dopo l’entrata in vigore. Per i sistemi ad alto rischio verrà fornito più tempo per conformarsi ai requisiti poiché gli obblighi che li riguardano diventeranno applicabili 36 mesi dopo l’entrata in vigore. Il regolamento prevede anche la creazione di un Comitato europeo per l’intelligenza artificiale per supervisionare l’applicazione delle norme.
Tutto questo ci fa comprendere quanto l’intelligenza artificiale debba essere utilizzata con cautela anche nelle scuole, dove è opportuno che il personale docente e ATA venga adeguatamente formato sui singoli strumenti, le loro potenzialità, i loro rischi, l’utilizzo sicuro e consapevole, affinché vengano rispettate le nuove norme europee. I professori ed il personale ausiliario e tecnico-amministrativo potranno così insegnare ai loro studenti come usare in modo congruo ed adeguato questi dispositivi, che si rivelano molto utili, ma al contempo pericolosi e perniciosi, se non maneggiati con particolare cura. Entro il 2 agosto 2025, infatti, le scuole dovranno avere una strategia chiara per la gestione dell’IA, evitando il rischio di sanzioni pesanti per il mancato rispetto delle regole.
Oltre a vietare sistemi di rischio inaccettabile, sarà necessario valutare e mitigare i rischi legati a IA più avanzate. Perchè si preparino al meglio, è consigliabile identificare figure responsabili che possano guidare l’adozione dell’IA nelle istituzioni educative, garantendo conformità e sicurezza per studenti e personale.
* Avvocato, funzionaria amministrativa presso il Centro Sistema Bibliotecario dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, studentessa di “Scienze e tecniche Psicologiche” presso il medesimo Ateneo.
SITOGRAFIA:
https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20230601STO93804/normativa-sull-ia-la-primaregolamentazione-sull-intelligenza-artificiale?utm_source=chatgpt.com;
https://www.consilium.europa.eu/it/policies/artificial-intelligence/;
Navex+4Documentazione parlamentare+4Eunews+4;
https://www.biodiritto.org/AI-Legal-Atlas/AI-Normativa/
Unione-Europea-Regolamento-sull-Intelligenza-Artificiale-AI-Act?utm_source=chatgpt.com
