Abstract
Nell’ottica di un approccio alla Public History, attraverso una metodologia in cui il docente assume il ruolo di mediatore e gli studenti sono coinvolti in prima persona in una costruzione collaborativa del sapere, l’articolo propone la progettazione di un’unità di apprendimento (UDA) per lo studio della Storia a scuola funzionale allo sviluppo di competenze trasversali.
Partendo dalla fruizione di filmati storici disponibili in archivi digitali online, l’UDA proposta ha l’obiettivo di sviluppare negli studenti una competenza mediale intesa come uso consapevole ed efficace dei media, per potersi confrontare in modo critico e costruttivo con lo studio di documenti storici e acquisire una conoscenza più approfondita del mondo che li circonda.
La Public History è la pratica della divulgazione di eventi storici al di fuori di contesti accademici tradizionali. Ha lo scopo di rendere accessibile la storia a un ampio pubblico utilizzando nuove forme di comunicazione multimediali per una comprensione più immediata e partecipata.
Il Public Historian è uno storico che non si limita a trasmettere informazioni, ma costruisce la storia in un dialogo costante con il pubblico coinvolgendolo attivamente nella ricerca. Il pubblico, quindi, non è soltanto il destinatario della conoscenza, ma anche un co-costruttore del racconto del passato, secondo un rapporto di "autorità condivisa"3 in cui il ruolo dello storico è cruciale per garantire che il dialogo tra storia accademica e memoria pubblica non degeneri in una visione parziale o distorta del passato. Il Public Historian ha il compito, infatti, di promuovere un processo di consapevolezza critica, aiutando il pubblico a comprendere meglio i fatti storici, favorendo una narrazione più accurata e inclusiva che vada oltre gli stereotipi e i condizionamenti ideologici.
In quest’ottica, la Public History può aiutare nell’insegnamento della disciplina Storia a scuola, trasformando l'approccio tradizionale, limitato alla trasmissione di contenuti, in un metodo partecipativo e coinvolgente. Lo studio della storia diventa un processo condiviso in cui gli studenti non solo apprendono, ma contribuiscono attivamente, sviluppando capacità critiche e competenze che li aiutano a comprendere il presente in chiave storica. In particolare, la Public History può ispirare percorsi curricolari attraverso laboratori e attività pratiche con l'integrazione dell’uso degli archivi digitali on line per lo studio e l’analisi di fonti storiche legate al patrimonio audiovisivo, quale testimonianza fondamentale della identità culturale e della memoria storica di un paese.
L’era del digital turn ha contribuito a modificare notevolmente le modalità di preservazione del patrimonio audiovisivo e della sua fruizione. L’attività archivistica filmografica, che ha visto i suoi albori negli anni ‘30 del secolo scorso, si è evoluta nel tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri con la nascita dei portali on line: i documenti originali (filmati storici, documentari, cinegiornali, poster, foto, testi) sono conservati fisicamente nell'archivio e la loro nuova copia, restaurata e digitalizzata, attraverso l’applicazione di protocolli di interoperabilità tecnica e semantica e la creazione di procedure per i diritti legati alle opere, viene messa a disposizione sui portali per essere fruita on line.
I portali degli archivi digitali, sono uno strumento funzionale per la Public History. Essi, infatti, favoriscono un approccio nuovo alla storia da parte del pubblico, con la possibilità di accedere direttamente alle fonti, di analizzarle, riutilizzarle e anche di interagire con esse attraverso la creazione di contenuti (ad esempio con la possibilità di fornire le proprie testimonianze su avvenimenti storici). La caratteristica multimediale di questo tipo di fonti (filmati, immagini, testi) fa sì che gli archivi digitali possano rivestire un ruolo importante nel processo educativo e, più precisamente, nell’ambito della Media Education, intesa come formazione diretta a sviluppare la capacità di sapersi confrontare in modo costruttivo con i linguaggi dei media, per essere in grado di creare nuove forme espressive e di comunicazione. È infatti necessario acquisire una competenza mediale per essere in grado di cercare, raccogliere e trattare le informazioni, per poi saperle usare in modo critico e sistematico.
Nella proposta didattica curricolare presentata in questo articolo, si fa riferimento all’archivio digitale European Film Gateway (EFG) un portale web supportato dalla Comunità europea che permette l‘accesso ai materiali audiovisivi conservati e preservati da un consorzio di più di 20 archivi e cineteche europei EFG, grazie anche al collegamento con altri portali principali, quali ad esempio Europeana, permette un rapido e facile accesso a centinaia di migliaia di documenti relativi alla storia del patrimonio audiovisivo: film, cortometraggi, immagini, poster, disegni, cartoline, fotografie, materiale sonoro e documenti di testo. Il portale EFG ed Europeana, possono rappresentare un valido strumento da utilizzare per un percorso didattico di Media Education per l’insegnamento della storia.
Proposta di un percorso didattico
Da questa premessa nasce la proposta in ambito scolastico di progettare un percorso didattico trasversale che, partendo dall’obiettivo di fornire una conoscenza su un determinato argomento storico, faccia uso delle fonti pubbliche offerte dagli archivi on line per sviluppare una competenza mediale legata all’uso dei media e del linguaggio audiovisivo. Gli studenti sono stimolati sia a sviluppare una riflessione critica sui messaggi veicolati da un medium in un determinato contesto, sia a intraprendere un'attività creativa ed espressiva finalizzata alla realizzazione di una narrazione storica.
Argomento: la Prima Guerra Mondiale - strumenti di propaganda
Target: classi 4^ o 5^ della scuola secondaria di secondo grado
Disciplina: il percorso può essere trasversale alle materie Storia/Diritto/Discipline Audiovisive/Storia dell’Arte/Ed. Civica/Inglese (il portale EFG è in lingua inglese, per cui il percorso potrebbe essere anche utilizzato per il CLIL.
Prerequisiti: gli studenti dovranno conoscere il contesto storico e politico che ha provocato l’inizio della Prima Guerra Mondiale.
Obiettivi: avvicinare gli studenti all’uso delle fonti storiografiche on line; definire il termine propaganda nel contesto storico del primo conflitto mondiale e compararlo con il significato attuale; identificare le diverse tecniche che vengono impiegate per far funzionare la propaganda; saper analizzare alcune fonti (filmiche e/o testuali) di propaganda e apprendere le modalità legate al linguaggio audiovisivo con le quali viene prodotta e presentata al pubblico la propaganda; saper identificare alcuni esempi di propaganda moderna per individuare somiglianze e differenze tra la storia e la realtà attuale.
Saper produrre una narrazione storica attraverso un video essay su un tema legato all’argomento della propaganda partendo dallo studio delle fonti presenti negli archivi digitali e/o museali (può essere prevista una visita al museo etnografico cittadino).
Metodologia: learning by doing in uno spazio di apprendimento multimediale in cui il docente è facilitatore e tutor.
Introduzione: agli studenti viene data la definizione di "propaganda" ricavata dal dizionario on line e, successivamente, tramite un brainstorming introduttivo, gli studenti sono invitati a riflettere sulle forme più comuni di propaganda nella società attuale.
Visione dei filmati: agli studenti viene fornito il dispositivo (tablet o computer) per la visione dei filmati (accuratamente selezionati dal docente nella fase di progettazione dell’UDA) tratti dal portale EFG. Il docente introduce all’utilizzo del portale EFG sottolineando l’importanza degli archivi storici cinematografici come testimonianza del patrimonio storico e culturale di un Paese; mostra agli studenti le modalità di navigazione su un portale illustrando, in particolare, come si realizza una ricerca filtrando per argomento, data, archivio di provenienza e tipo di documento.
Il docente, inoltre, introduce alla Virtual Exhibition European Film and the First World War11, una mostra virtuale presente sul portale EFG che fa riferimento ai filmati della prima guerra mondiale; spiega come è strutturata e chiede agli studenti di visualizzare i filmati selezionati.
Fase riflessiva: discussione in classe con gli studenti dopo aver visionato i film. Si chiede loro, in primo luogo, di esprimere ciò che hanno provato nel vedere quei film e, in particolare, se hanno identificato elementi di propaganda, per portarli poi ad individuare per quale scopo ciò è avvenuto (arruolamento nell’esercito, raccolta fondi, bisogno di sicurezza) e con quali tecniche sono stati messi in evidenza questi elementi attraverso le immagini del film (stereotipizzazioni, slogan, simbologie, etc). Il docente può facilitare il compito fornendo una scheda con un elenco delle tecniche comunemente utilizzate.
Fase operativa definizione dei gruppi di lavoro: gli studenti lavorano in gruppi, sia on line (attraverso strumenti Cloud di collaborazione didattica) sia in presenza, e scelgono un filmato tra quelli proposti per lo studio della propaganda nella Prima Guerra Mondiale, per procedere all’analisi e al confronto con esempi di propaganda attuale. Nel confronto, gli studenti utilizzano quanto compreso nella fase di analisi dei filmati sulle tecniche di propaganda, per giungere ad identificare gli esempi moderni e per confrontarli con i filmati della Prima Guerra Mondiale.
Il docente mostra alcuni esempi di video essay e consegna le specifiche da rispettare (ad esempio: minutaggio, formato del video, utilizzo dei credits per l’uso delle immagini e della musica), che faranno anche parte degli indicatori della griglia di valutazione.
Valutazione: quale prodotto finale, oggetto di valutazione, gli studenti realizzano una breve sintesi del lavoro svolto in gruppo e lo presentano alla classe attraverso un video essay. Il docente valuterà i video essay in base ad una griglia di valutazione elaborata a priori e tra i cui indicatori avrà avuto cura di inserire la creatività e l’efficacia della comunicazione.
Approfondimenti: il percorso può prevedere ulteriori sviluppi. Ad esempio, una narrazione storica legata a questo tema potrebbe concentrarsi sull'uso dei manifesti di propaganda da parte delle principali nazioni coinvolte nel conflitto, come il Regno Unito, la Germania e la Francia. Oppure prendere a riferimento la propaganda che coinvolse direttamente e indirettamente la figura femminile motivata a sostenere lo sforzo bellico assumendosi la responsabilità della famiglia anche a livello lavorativo. Inoltre, il percorso può essere integrato con un tema di cittadinanza digitale sull’uso dell’Intelligenza artificiale per la produzione di fake news utilizzate nell’ambito di propaganda economico/politica.
Conclusioni
Gli archivi cinematografici rappresentano una fonte inestimabile per il nostro patrimonio storico e culturale. Grazie all’opera di preservazione e restauro dei documenti originali e allo sviluppo delle tecnologie, le possibilità di accesso a queste fonti stanno diventando sempre più semplici, dando modo anche di utilizzarle per finalità didattiche ed educative. Ma a fronte di portali sempre più accessibili, usabili e interoperabili, c’è bisogno anche di un cambiamento di metodo per poter usufruire di questa fonte di conoscenza in modo critico e costruttivo. Questa proposta di percorso ben si sposa anche con gli obiettivi delle nuove linee guida dell'educazione civica ai sensi del Decreto ministeriale n. 183 del 7 settembre 2024, dove si sottolinea l’importanza di utilizzare nei percorsi curricolari un ambiente di apprendimento che faccia uso di metodologie didattiche innovative. Attività come laboratorio, ricerca, lavoro collaborativo, riflessione e dibattito su temi significativi, visite sul territorio, service learning e progetti di cura dell'ambiente e del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, integrate nel curricolo, permettono agli studenti “non solo di “applicare” conoscenze e abilità, ma anche di costruirne di nuove e di sviluppare competenze”.
“Sviluppare nello studente la capacità di cercare, raccogliere e trattare le informazioni e di usarle in modo critico e sistematico e che lo aiuti allo stesso tempo a creare nuove forme espressive e di comunicazione” P. C. Rivoltella, Media education. Fondamenti didattici e prospettive di ricerca, La Scuola, Brescia 2005.
Nata alla fine degli anni ‘70 negli Stati Uniti prevede l’impiego di storici al di fuori dei contesti prettamente accademici. Manifesto della Public History italiana https://aiph.hypotheses.org/3193
Dialoghi della Public History. 2° AUTORITA’ CONDIVISA E CO-CREAZIONE DELLA CONOSCENZA NELLA PUBLIC HISTORY DIGIALE. Con Deborah Paci e Serge Noiret. La registrazione video. AIPH - Associazione Italiana di Public History. Recuperato il 1 Ottobre 2024 da https://doi.org/10.58079/awn1
Raccolte di materiale audiovisivo rese disponibili per la consultazione da parte del grande pubblico attraverso l’utilizzo della rete Internet direttamente su un PC o un dispositivo mobile
Periodo a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, in cui il digitale è diventato parte integrante per le attività di ricerca e lavoro.
Un sito che offre all’utente una serie di servizi e informazioni provenienti da più sorgenti, fornendo collegamenti ai siti che li offrono e collegamenti tematici per un vasto numero di argomenti https://www.treccani.it/enciclopedia/portale/
Competenza Digitale Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, 2006.
EFG afferisce a un progetto europeo avviato nel 2008 con il sostegno della F., dell’ACE (Association des Cinémathèques Européennes) e della Comunità Europea, coordinato dal Deutsches Filminstitut https://www.europeanfilmgateway.eu/
I consorziati italiani che partecipano al progetto sono: la Cineteca di Bologna, l’Istituto LUCE, la Cineteca Nazionale, la Cineteca del Friuli, la Fondazione Cineteca Italiana di Milano, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, l’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” di Pisa.
CLIL è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning. Metodologia che prevede l’insegnamento di contenuti disciplinari in lingua straniera Nota MIUR 4969 del 25 luglio 2014
Approccio innovativo che integra curricolo e territorio, bisogno dell'ambiente e impegno dello studente nella soddisfazione di quel bisogno, facendo in modo che conoscenze, abilità e competenze disciplinari e trasversali si pongano al servizio della comunità. https://miur.gov.it/service-learning#:~:text=L'apprendimento%20al%20servizio%20della,pongano%20al%20servizio%20della%20comunit%C3%A0.
a cura di Anna Rita Colella :: Docente di Tecnologie informatiche specializzata - Collabora con il Digital Storytelling Lab del Dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Udine. In servizio presso la sede del MIM
