Didattica e Tecnologie

Coding tangibile e narrazione digitale nella scuola primaria

Coding tangibile e narrazione digitale nella scuola primaria

Come ogni anno, nel mese di ottobre si celebra la settimana europea dedicata al coding: in tantissime realtà scolastiche l’EU Code Week (codeweek.eu) è occasione per promuovere in modo divertente e coinvolgente la programmazione e l’alfabetizzazione digitale.

Una interessante proposta destinata agli studenti della scuola primaria (e spendibile anche nei campi di esperienza della scuola dell’infanzia), sposando le recenti Linee guida dedicate alle STEM (DM n. 184 del 15 settembre 2023) e all’Educazione civica (DM n. 183 del 7 settembre 2024 – Obiettivo di apprendimento del traguardo di competenza n. 10: “Utilizzare le tecnologie per elaborare semplici prodotti digitali”), si concretizza in esperienze di coding tangibile che portano a valorizzare disegni e voci dei bambini per raccontare storie.

In questo contesto trova spazio ed offre soluzioni l’apprezzato strumento i-Code (per approfondimenti si veda il sito www.i-code.it): un meraviglioso kit didattico che stimolando creatività e pensiero logico, permette di proporre in aula esperienze manipolative unplugged con contenuti didattici digitali e metodologie innovative.

Grazie alle simpatiche ed intuitive tessere di programmazione che permettono di creare stringhe di programmazione e all’interfaccia immediata dell’applicazione per dispositivi tablet, viene offerto un metodo efficace per introdurre il pensiero computazionale con attività di coding tangibile. Lo strumento i-Code, infatti, non si limita al semplice uso del touch screen, ma integra delle tessere fisiche che i bambini possono assemblare per programmare le sequenze di azioni: un approccio didatticamente interessante che consente di apprendere attraverso l’esperienza diretta, utilizzando degli elementi fisici, concreti ed accessibili, per produrre una storia in formato digitale.

Si realizza così, grazie alla manipolazione di tessere che interagiscono con l’app dedicata, una storia mp4 con sfondi e personaggi disegnati su carta e poi acquisiti con la fotocamera del dispositivo impreziositi con audio originali registrati in tempo reale. Regna, assieme all’autenticità dell’artefatto finale, che prevede il movimento degli oggetti e i cambi di scena secondo le stringhe di istruzioni composte con le tessere, la metodologia dello storytelling digitale: in un’epoca dominata da stimoli multimediali frammentari, la narrazione offre ai bambini e alle bambine un modo per dare senso alla realtà che li circonda. Attraverso il racconto delle storie, infatti, viene stimolata la creatività e gli studenti ricevono occasioni ghiotte per esplorare e reinventare il mondo in modo coerente e significativo anche lavorando in gruppo.

Ed è così che l’esperienza diventa essenziale per lo sviluppo delle competenze sociali dei bambini e delle bambine che vengono incoraggiati alla cooperazione: viene permesso loro, grazie all’attività con i-Code, di assumersi responsabilità individuali all’interno di un contesto di gruppo e questo favorisce lo sviluppo dell’intelligenza emotiva e della consapevolezza di sé.

La proposta didattica del coding narrativo, pensata per promuovere forme di gioco intelligente e un uso consapevole e attivo della tecnologia digitale e dei nuovi media, si inserisce efficacemente all’interno di ogni contesto educativo, abilitando nuovi processi e modalità di sperimentazione, partendo dalle attività tipiche dei bambini di questa fascia d'età: il disegno, l’uso di storie e il lavoro in piccolo gruppo.

Nella cornice dell’avvicinamento graduale al pensiero logico-deduttivo e al problem solving è possibile riscoprire la pratica del narrare, in gruppo, storie animate digitalmente: un modo per dare significato al mondo, contribuendo alla costruzione dell’identità personale e collettiva. Oggi, nell’educazione, infatti, lo storytelling digitale ha un ruolo cruciale: gli studenti non solo imparano a esprimersi, ma sviluppano la creatività e la capacità di organizzare logicamente, interiorizzano i concetti e si allenano alla collaborazione e all’ascolto.

È un modo inclusivo, semplice e intrigante, per lavorare con il coding e lo storytelling nella didattica e promuovere fin dalle prime fasi educative l’interesse per le discipline STEAM, dando possibilità agli studenti “esploratori” di creare, progettare e raccontare storie, proprio come immaginava negli anni '60 il visionario Papert che auspicava un futuro in cui i bambini non avrebbero solo usato i computer per ricevere informazioni, ma per creare, inventare e sviluppare idee.

a cura di Giuseppe Rago :: Pedagogista ed esperto di didattica digitale e metodologie innovative

 

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