Orientamento, lavoro e futuro prossimo

Come si diventa docente

a cura di Anna Rita Colella*

Diventare insegnante in Italia, oggi, comporta essere al centro di un processo di trasformazione educativa. Questo percorso richiede dedizione, passione e un impegno costante al miglioramento personale e professionale. In questo articolo, vengono presentati i passi essenziali per gli studenti che, al termine della scuola secondaria di secondo grado, intendano intraprendere questa professione. Facendo riferimento alla nuova normativa vigente si prenderanno in considerazione anche le competenze fondamentali richieste ai docenti che si approcciano alla scuola del prossimo futuro.

Per intraprendere la professione di docente in Italia è utile partire dall'organizzazione del sistema scolastico italiano, in modo tale che l’aspirante insegnante possa decidere a quale fase del percorso educativo è interessato, per poi concentrarsi sulla corrispondente formazione di studi richiesta.

Il sistema d’istruzione italiano è organizzato come segue:

- Scuola dell’Infanzia (ex scuola materna) per i bambini da 3 a 6 anni (non obbligatoria)

- Primo ciclo di istruzione che comprende due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori della durata complessiva di 8 anni e articolato in:

• scuola primaria (ex scuola elementare) della durata di 5 anni;

• scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) della durata di 3 anni

- Secondo ciclo di istruzione costituito da due tipi di percorsi alternativi:

• scuola secondaria di secondo grado della durata di 5 anni, rivolta agli studenti dai 14 ai 19 anni circa. Appartengono a questo percorso i licei, gli istituti tecnici e gli istituti professionali;

• percorsi triennali e/o quadriennali di istruzione e formazione professionali (IeFP) di competenza regionale, rivolti a giovani che hanno concluso il primo ciclo di istruzione.

L’istruzione obbligatoria ha la durata di dieci anni. Comprende, infatti, gli otto anni del primo ciclo (cinque anni di scuola primaria e tre anni di scuola secondaria di primo grado) e i primi due anni del secondo ciclo.

Il secondo ciclo di istruzione prosegue con l’Istruzione e la formazione superiore che comprende percorsi universitari, di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), di istruzione tecnica superiore (ITS) e di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS). La durata varia a seconda della tipologia di percorso.

Attualmente in Italia per diventare insegnanti di ruolo è necessario seguire i seguenti passi1:

• conseguire il titolo di studio di accesso all’insegnamento

• conseguire l’abilitazione all’insegnamento

• superare un concorso pubblico

Come si diventa insegnanti delle scuole dell’infanzia e primaria

Per diventare insegnanti delle scuole dell’infanzia e primaria, il titolo di studio è dato dalla laurea magistrale in Scienze della formazione primaria (LM-85 bis). Si tratta di un corso di laurea a ciclo unico di studi, della durata quinquennale, comprensivo di tirocinio e abilitazione all’insegnamento, che consente la partecipazione ai concorsi ordinari a cattedra. Sempre grazie all’abilitazione ottenuta con il conseguimento della suddetta laurea magistrale, è possibile l’inserimento nelle graduatorie di Istituto2, che consentono il conferimento degli incarichi di supplenze a tempo determinato (annuali o temporanee). Questi incarichi contribuiscono ad aumentare il punteggio di graduatoria per eventuali concorsi.

In conclusione, il corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria è finalizzato a fornire una preparazione multidisciplinare, combinando teoria e pratica nelle discipline psicopedagogiche, metodologico-didattiche, tecnologiche e della ricerca. Infatti, attraverso l’esperienza del tirocinio, gli aspiranti insegnanti entrano in contatto con il contesto scolastico e mettono in pratica le conoscenze teoriche acquisite. Il conseguimento del titolo permette di partecipare al Concorso Ordinario di scuola dell'Infanzia e Primaria, che si tiene solitamente con cadenza biennale.

In merito alle codifiche ISTAT3, il corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria prepara alle seguenti professioni:

  1. Professori di scuola pre-primaria - (2.6.4.2.0)4

  2. Professori di scuola primaria - (2.6.4.1.0)5

Come si diventa insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado

Per diventare docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, il punto di partenza è sempre il titolo di accesso, ovvero la scelta di un corso di laurea (Magistrale, Diploma accademico di II livello, Diploma di Conservatorio), adeguato alla materia che si intende insegnare. Ad esempio, se si aspira a diventare insegnanti di matematica, una laurea in Scienze Matematiche sarà il punto di partenza ideale.

A tal riguardo, esiste una corrispondenza normativa stabilita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tra i titoli di studio e le materie di insegnamento, a loro volta rappresentate dai codici delle classi di concorso.

La tabella delle classi di concorso aggiornata in base alla normativa vigente è consultabile al seguente link: https://www.istruzione.it/allegati/2016/D.P.R.14_febbraio_2016_n.19_Tabella_A.pdf

All'interno di questa tabella ad un determinato titolo di studio corrisponde una determinata classe di concorso, o gli eventuali CFU necessari, per l'accesso all’insegnamento. Ad esempio, per insegnare matematica nelle scuole secondarie di primo ciclo, un titolo di accesso è la laurea magistrale in Scienze Matematiche e la classe di concorso a cui si può ambire a insegnare è A028 - Matematica e scienze.

Le modalità per l’acquisizione dell’abilitazione alle classi di concorso sono state modificate dal recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2023, in linea con gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza6. Il decreto stabilisce sia che sia stato concluso il percorso di laurea magistrale, sia in itinere per gli studenti ancora non laureati ed iscritti a un corso di laurea magistrale, sarà possibile iscriversi ad un percorso universitario e accademico abilitante per la classe di concorso riferita al proprio titolo di studio. Tale percorso richiede l'acquisizione di almeno 60 CFU di cui almeno 10 di area pedagogica e prevede una formazione con tirocinio di almeno 20CFU.

I percorsi abilitanti si concludono con una prova finale e una lezione simulata. La lezione simulata richiede la progettazione, da parte dell’aspirante docente, di un’attività didattica innovativa, integrando strumenti digitali e illustrando le scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche, in modo tale che siano coerenti con il percorso di formazione svolto.

L’acquisizione di tale percorso abilitante darà la possibilità di partecipare a un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale. Superato il concorso, l’immissione in ruolo avverrà dopo un periodo di prova in servizio di durata annuale con test finale e valutazione conclusiva. Il decreto prevede anche percorsi alternativi da 30 o 36 CFU per coloro che hanno già esperienza di insegnamento o che hanno crediti formativi (ad esempio 24 CFU) acquisiti con percorsi regolati dalla precedente normativa.

L’abilitazione dà la possibilità di potersi iscrivere nelle graduatorie di istituto per l’assegnazione delle supplenze annuali e/o temporanee e di partecipare ai Concorsi pubblici per il conferimento del ruolo.

In riferimento alla scheda ISTAT, la professione del docente della scuola secondaria di secondo grado rientra nella seguente categoria:

  1. Professioni Intellettuali, Scientifiche e di Elevata Specializzazione (2.6.3.2)

Un discorso a parte merita la figura dell’Insegnante tecnico pratico (ITP) prevista principalmente nelle scuole professionali e tecniche. L'ITP si occupa principalmente dell'organizzazione della didattica pratica e della conduzione delle lezioni laboratoriali. Il suo ruolo consiste nel trasmettere agli studenti abilità pratiche, utilizzo di strumenti e metodologie per l'applicazione concreta della disciplina trattata durante le lezioni.

Attualmente per poter accedere all'insegnamento con questo tipo di inquadramento è sufficiente aver conseguito un diploma di scuola superiore che può essere tecnico, professionale o di formazione artistica. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, i diplomi per ITP risulteranno ancora validi ai fini dell’iscrizione ai nuovi percorsi abilitanti descritti precedentemente. Ma a partire dall'anno scolastico 2024/2025 sarà richiesta una laurea o un diploma dell'alta formazione di I livello per quanto riguarda i titoli necessari per l'accesso alle classi di concorso per ITP.

La lista dei diplomi e la conseguente classe di concorso, può essere consultata nella Tabella B del Decreto del Presidente della Repubblica n.19 del 14 febbraio 20167.

Quali competenze deve sviluppare il docente del futuro

Con l'introduzione del decreto del 4 agosto 2023, il percorso per diventare docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado in Italia è stato modificato, con la finalità di adattarlo alle esigenze del mondo educativo post-moderno. Il decreto dettaglia anche le procedure per la valutazione delle competenze professionali dei futuri docenti. In particolare, nell’allegato A8 viene delineato il profilo professionale del docente abilitato, basato su tre presupposti fondamentali: la presenza di una motivazione alla base della scelta della professione docente, la consapevolezza che le competenze si perfezionano attraverso l'esercizio in contesti reali e la capacità di sostenere e orientare tutti gli studenti alla scoperta dei propri talenti e delle proprie potenzialità.

Il docente della scuola di oggi deve ovviamente possedere competenze legate alla propria disciplina di insegnamento. Questa è sicuramente una condizione necessaria, ma non sufficiente: il docente deve aver sviluppato una serie di competenze trasversali che gli permettano di svolgere il suo ruolo in modo efficace e in linea con la trasformazione culturale della società contemporanea dovuta all’avvento del digitale.

I bambini e gli adolescenti crescono, infatti, in un ambiente pervaso dalla tecnologia, ma ciò non implica automaticamente che abbiano le abilità critiche necessarie per utilizzare in modo consapevole gli strumenti digitali. Una delle sfide della scuola è proprio quella di favorire lo sviluppo del pensiero critico per la cittadinanza digitale, al fine di assicurare che le nuove generazioni siano in grado di partecipare in modo costruttivo e produttivo nella società digitale.

Il docente del futuro non può quindi prescindere dal possedere anche una “competenza pedagogica digitale”9 che gli consenta di sfruttare al meglio le tecnologie nelle diverse fasi del processo di insegnamento e apprendimento.

Ci sono, inoltre, competenze relazionali e personali fondamentali su cui è bene riflettere se si decide di intraprendere la professione dell'insegnamento. Queste competenze includono la capacità di instaurare rapporti positivi basati sulla fiducia e il rispetto reciproco con gli studenti, gestire le relazioni in classe favorendo la collaborazione e il dialogo, e valorizzare i talenti degli studenti, con particolare attenzione a coloro che sono in difficoltà.

È fondamentale che il docente sia in grado di adattarsi ai cambiamenti in evoluzione della scuola e della società e di saper riflettere sulla propria pratica didattica, cercando costantemente di migliorarsi attraverso l'aggiornamento professionale e l'analisi critica dei risultati del proprio lavoro.

In conclusione, il docente della scuola di oggi deve essere un professionista qualificato, che alla conoscenza di dominio della materia di insegnamento sappia abbinare tutte le competenze trasversali richieste per poter preparare i propri studenti alle sfide di una società complessa e in continua evoluzione.

*docente di Tecnologie informatiche specializzata in Scienze del Patrimonio audiovisivo ed educazione ai media, collabora con il Digital Storytelling Lab del Dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Udine. Attualmente in servizio presso sede del Ministero dell’istruzione e del merito nel gruppo di supporto al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Bibliografia

https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-firmato-il-dpcm-sulla-formazione-dei-docenti-della-secondaria-di-i-e-ii-grado

https://www.notiziedellascuola.it/legislazione-e-dottrina/indice-cronologico/2020/settembre/DPCM_20200930_166/art5

https://digcompedu.cnr.it/DigCompEdu_ITA_FINAL_CNR-ITD.pdf

https://scuolafutura.pubblica.istruzione.it/didattica-digitale/strumenti-e-materiali/digcompedu

N.B. L’intero articolo è disponibile on line www.ictedmagazine.com

1 Il nuovo sistema di formazione e reclutamento della scuola secondaria di primo e secondo grado è delineato nel D.lgs. n. 59/2017, come modificato dal DL 36/2022 (convertito in legge n. 79/2022)

2 elenchi presenti in ogni scuola dai quale si attinge per convocare supplenti

3 La classificazione delle professioni in Italia è organizzata secondo lo schema CP2011, elaborato dall'Istat, in linea con le indicazioni dell'International Standard Classification of Occupations – Isco08

6 PNRR missione 4 riforma del sistema educativo

9 definita nel framework sulle competenze digitali degli educatori DigCompEdu https://digcompedu.cnr.it/DigCompEdu_ITA_FINAL_CNR-ITD.pdf

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